Gigi Proietti è stato un monumento dell’umorismo italiano, capace di trasformare ogni storia in un capolavoro comico. La sua arte stava nel raccontare barzellette apparentemente normali, per poi ribaltarle con finali taglienti e inaspettati. Il suo timing perfetto e la capacità di costruire aspettative nel pubblico lo hanno reso inimitabile. Oggi vi proponiamo una delle sue perle più amate dai tifosi romanisti e non solo.
La barzelletta dello stadio
Un tizio arriva allo stadio per vedere la partita della Roma. I posti sono quasi tutti occupati, ma a un certo punto ne scorge uno libero. Si avvicina al signore seduto accanto e gli domanda:
– Scusi, è libero quel posto?
– Sì sì, è libero… è libero… ora è libero!
L’uomo inizia a singhiozzare, visibilmente commosso e addolorato. L’altro lo osserva imbarazzato, finché quello non si spiega:
– Sa, io venivo sempre qui allo stadio con mia moglie… questo era il suo posto, proprio qui accanto al mio. Quando la Roma segnava, ci abbracciavamo forte. Quando perdeva, piangevamo insieme! Adesso lei non c’è più, è morta!
– Mi dispiace davvero tanto, ma su, non si disperi così… vedrà che col tempo…
– Ma come faccio io adesso a venire qui allo stadio senza di lei! Come faccio?
– Eh, la capisco, dev’essere durissimo. Ma forse potrebbe venire con qualche altro parente, un amico…
– No, oggi proprio no: sono tutti al suo funerale.
Perché fa ridere
Il genio di questa barzelletta sta nel ribaltamento finale totalmente inaspettato. Proietti costruisce una scena patetica e commovente: l’ascoltatore si immedesima nel dolore del vedovo, prova compassione per questo tifoso che ha perso la compagna con cui condivideva la passione per la Roma. La battuta conclusiva demolisce ogni aspettativa drammatica, rivelando che l’uomo ha preferito andare allo stadio piuttosto che al funerale della moglie. Il contrasto tra il dolore ostentato e la scelta cinica genera l’effetto comico perfetto, tipico dello stile irriverente di Proietti.