La risata è uno dei comportamenti più affascinanti del genere umano. Dal punto di vista scientifico, ridiamo quando il nostro cervello percepisce un’incongruenza inaspettata che si risolve in modo innocuo. Il meccanismo neurologico coinvolge il rilascio di endorfine e dopamina, creando quella sensazione di benessere che tutti conosciamo. Gli studi dimostrano che l’umorismo nasce spesso dal contrasto tra aspettative e realtà, dalla rottura di schemi prevedibili. È esattamente questo che accade nella barzelletta che state per leggere: l’elemento comico emerge dalla differenza abissale tra due modi di comunicare apparentemente sulla stessa questione, ma con approcci diametralmente opposti.
La barzelletta
VERSIONE FEMMINILE:
– Oh, mio Dio! Ti sei fatta i capelli! Ti stanno un amore!
– Trovi? Io non ero dello stesso parere quando mi hanno dato lo specchio. Voglio dire, non ti sembrano troppo ricci?
– Oh santo cielo, no! No, sono perfetti! Anche io volevo farmi un taglio così, ma penso che la mia faccia sia troppo rotonda. Forse è meglio che li lasci così come sono.
– Dici sul serio? Io trovo che il tuo viso sia adorabile. E potresti farti senza problemi uno di quei nuovi tagli tanto alla moda, saresti stupenda. Avevo intenzione di farlo anch’io, ma avevo paura che avrebbe messo in evidenza il mio collo.
– Oh, questa è bella. Mi piacerebbe avere il tuo collo. Qualsiasi cosa pur di distogliere l’attenzione da queste spalle enormi.
– Sei impazzita? Conosco ragazze che darebbero chissà cosa per avere spalle come le tue. Tutti i vestiti ti stanno così bene. Guarda le mie braccia, vedi come sono corte? Se avessi un po’ più di spalle non avrei problemi ad indossare quello che voglio.
– Oh, non farmi ridere! Ma se praticamente tutti gli uomini cadono ai tuoi piedi. Comunque si è fatto tardi, ti devo salutare, scappo. Ciao!
– Arrivederci, cara!
VERSIONE MASCHILE:
– Ehi, nuovo taglio?
– Sì.
Perché fa ridere?
L’effetto comico di questa barzelletta risiede nell’esagerazione dello stereotipo comunicativo tra generi. La prima conversazione presenta un dialogo articolato, pieno di complimenti, insicurezze condivise e rassicurazioni reciproche che si protrae per diverse battute. La seconda versione demolisce completamente questa elaborazione riducendo lo stesso scambio a due parole secche. Il contrasto temporale ed emotivo genera la risata: da un lato abbiamo un intreccio complesso di cortesie e vulnerabilità, dall’altro la sintesi assoluta. La barzelletta gioca proprio sull’aspettativa che crea la prima parte, amplificando volutamente ogni dinamica relazionale, per poi spiazzare totalmente con l’essenzialità estrema della versione maschile. Il tempo di lettura stesso diventa parte della gag.