La risata è un meccanismo di difesa evolutivo che attiva il sistema limbico del nostro cervello. Quando percepiamo un’incongruenza, un elemento inaspettato o un capovolgimento di situazione, il nostro cervello rilascia endorfine e dopamina, generando quella sensazione di piacere che chiamiamo ilarità. Le barzellette funzionano proprio su questo principio: creano un’aspettativa e poi la ribaltano con un finale a sorpresa. L’umorismo regionale italiano è particolarmente efficace perché gioca su stereotipi linguistici e culturali che riconosciamo immediatamente, amplificando l’effetto comico attraverso la familiarità.
La barzelletta della vecchietta livornese
Una vecchietta entra in una farmacia di Livorno:
– Buongiorno, signora! Hosa posso fare per lei?
– Vorrei una schatola di aspirine!
Il farmacista va nel retrobottega e torna con una scatola enorme.
– Ecchola Signora!
– Ma chosì grande?… io.. io ne volevo una schatola picchola!
– Sa, noi di Livorno si fa tutte le hose in grande, ma non si preocchupi: hosta huanto huella picchola!
– Ah, allora va bene… Poi mi dia ‘na bottiglietta di alchol…
Il farmacista torna dal retro con un mega flacone.
– Ma io volevo ‘na bottiglina piccina…
– Ossignora! Le ripeto che noi qui a Livorno si fa tutte le cose ‘n grande! Ma non si preocchupi: hosta huanto huella piccina!
La signora titubante…
– Vole altro Signora?
– …Dè, mi servirebbero anche delle supposte ma… mi sa tanto che le vado a prende’ a Pisa!
Perché fa ridere?
Il twist finale è quello che rende questa barzelletta esilarante. Dopo aver assistito a due richieste in cui il farmacista propone confezioni gigantesche giustificandole con l’orgoglio livornese di “fare tutto in grande”, la vecchietta capisce perfettamente dove andrebbe a parare con le supposte. L’immaginazione del lettore fa il resto, senza bisogno di esplicitare l’ovvio. Il gioco linguistico sulla gorgia toscana (quella “h” aspirata tipica) rende il tutto ancora più autentico e caratteristico, creando un’atmosfera genuinamente locale che amplifica la comicità della situazione. La battuta finale è un capolavoro di understatement: la signora preferisce diplomaticamente rivolgersi altrove, mantenendo quel pudore generazionale che contrasta brillantemente con l’assurdità della situazione.