Alcol e cervello: gli esperti avvertono, “Così si danneggiano i neuroni e si compromette la memoria”

Il consumo di bevande alcoliche rappresenta uno dei comportamenti che incidono maggiormente sulla salute, in particolare su quella cerebrale. Se un’assunzione sporadica non comporta necessariamente conseguenze gravi, è l’abitudine ripetuta e costante nel tempo a esporre l’organismo a rischi concreti, che prima o poi tendono a manifestarsi.

Su questo punto molti professionisti della salute sono concordi: evitare l’alcol, quando possibile, è la scelta più sicura. Jorge Ángel, Nicolás Badillo e José Manuel Felices sono tra i medici che più spesso richiamano l’attenzione sugli effetti negativi legati al consumo continuativo di bevande alcoliche.

“Ogni neurone che muore non si rigenera”

Secondo Jorge Ángel, l’alcol ha conseguenze dirette sul sistema nervoso. “Provoca problemi di memoria sia nel breve che nel lungo periodo, rende più difficile apprendere nuove informazioni, può aumentare l’aggressività e compromettere coordinazione ed equilibrio”, spiega. A ciò si aggiunge un aspetto centrale: la diminuzione del numero e del volume dei neuroni. “Un neurone perso non torna”, sottolinea.

L’esperto ricorda inoltre che l’alcol agisce come depressore del sistema nervoso centrale, rallentando l’attività cerebrale. Gli effetti risultano ancora più marcati nei minori di 18 anni, il cui cervello è in pieno sviluppo e quindi più vulnerabile ai danni.

Il messaggio è chiaro: un consumo occasionale non equivale a un’abitudine quotidiana. Ripetere nel tempo l’assunzione di alcol significa esporsi a un progressivo deterioramento delle funzioni cognitive, con il rischio di compromettere anche la capacità di formare nuovi ricordi.

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