Bayer in rosso per 3,6 miliardi: pesano le cause sul glifosato negli Stati Uniti

Il colosso tedesco della farmaceutica e dell’agrochimica Bayer ha chiuso il 2025 con una perdita di circa 3,6 miliardi di euro, appesantita soprattutto dagli ingenti esborsi legati alle azioni legali avviate negli Stati Uniti per i presunti effetti cancerogeni del glifosato. Il dossier è aperto dal 2018, anno in cui il gruppo ha acquisito l’americana Monsanto, produttrice dell’erbicida.

Complessivamente, negli USA sono state presentate 170.000 cause contro l’azienda per presunti rischi di tumore; di queste, 65.000 risultano ancora pendenti. Solo nell’ultimo anno, Bayer ha sostenuto ulteriori costi per circa 6 miliardi di euro tra risarcimenti e spese legali, riferibili a questo e ad altri contenziosi.

In attesa del verdetto della Corte Suprema

La società guarda ora alla Corte Suprema degli Stati Uniti, chiamata a pronunciarsi entro giugno su una questione chiave: stabilire se le cause fondate sulla presunta assenza di avvertenze possano essere accolte in base alle leggi dei singoli Stati, nonostante l’Agenzia per la Protezione Ambientale americana (EPA) non consideri il glifosato cancerogeno e non consenta l’inserimento di specifici avvisi in etichetta.

Alcuni Stati non si sono uniformati all’impostazione dell’EPA, permettendo così che le azioni giudiziarie contro il gruppo proseguano. I giudici dovranno chiarire se le valutazioni dell’agenzia federale abbiano valore vincolante su tutto il territorio nazionale. Un esito favorevole per Bayer aprirebbe la strada alla chiusura definitiva del contenzioso.

Proposta di accordo da 7,25 miliardi di dollari

A metà febbraio l’azienda ha annunciato un’intesa collettiva fino a 7,25 miliardi di dollari per porre fine alle migliaia di cause ancora in corso sul glifosato. Restano però alcuni nodi da sciogliere: un tribunale statunitense deve validare i termini dell’accordo, mentre diversi studi legali hanno chiesto più tempo per esaminare le condizioni pattuite.

Dal quartier generale tedesco filtra ottimismo e si parla di una questione di giorni. Non è tuttavia garantito che un numero sufficiente di querelanti aderisca alla proposta: in caso contrario, l’intesa decadrebbe.

Il dibattito scientifico

Bayer ribadisce la volontà di archiviare al più presto la vicenda e sottolinea che la sicurezza del glifosato è stata confermata dalle autorità regolatorie di oltre 50 Paesi, tra cui Stati Uniti, Canada e Stati membri dell’Unione europea.

L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), organismo dell’Organizzazione mondiale della sanità, ha classificato il principio attivo del Roundup come “probabilmente cancerogeno per l’uomo”. Altri enti collegati all’OMS hanno però espresso valutazioni differenti, così come le istituzioni europee, che non hanno adottato la stessa posizione critica.

Secondo l’amministratore delegato Bill Anderson, il glifosato resta uno strumento “essenziale” per l’agricoltura e la produzione alimentare, con un ruolo importante per la sostenibilità delle coltivazioni.

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