La risata è una delle risposte più affascinanti del nostro cervello. Gli scienziati hanno scoperto che ridiamo quando percepiamo un’incongruenza improvvisa tra le nostre aspettative e la realtà. Il nostro cervello elabora informazioni in base a schemi prevedibili e, quando questi vengono sovvertiti in modo inaspettato ma innocuo, scatta il meccanismo dell’ilarità. La dopamina viene rilasciata, i muscoli facciali si attivano e scoppiamo in una risata liberatoria. È per questo che le barzellette più efficaci giocano con il ribaltamento delle aspettative: ci conducono lungo un percorso apparentemente logico per poi sorprenderci con una conclusione imprevista. La comicità nasce proprio da questo cortocircuito cognitivo che ci fa ridere delle situazioni paradossali.
La barzelletta della bilancia parlante
Un tizio è alla stazione in attesa del treno per Domodossola. Non sa cosa fare per ingannare il tempo e sale su una bilancia parlante, inserendo una moneta.
“Sei alto un metro e settanta, pesi 65 kg e stai aspettando il treno per Domodossola”.
“Come fa a saperlo?” si chiede incredulo.
Ci mette un’altra moneta e la bilancia ripete: “Sei alto un metro e settanta, pesi 65 kg e stai aspettando il treno per Domodossola”.
Allora va a cambiare soldi con monete e riprova la bilancia: “Sei alto un metro e settanta, pesi 65 kg e a forza di fare il p**la hai perso il treno per Domodossola”.
Perché fa ridere?
Questa barzelletta è un perfetto esempio di ironia situazionale. Il protagonista è talmente ossessionato dal verificare le capacità “magiche” della bilancia parlante che perde completamente di vista l’obiettivo principale: prendere il treno. La comicità nasce dal fatto che la bilancia, che inizialmente sembrava dotata di poteri divinatori, alla fine dimostra semplicemente di leggere la tabella degli orari.
Il colpo di scena finale ribalta completamente la situazione: non è la macchina ad essere intelligente, ma l’uomo ad essere distratto. La bilancia lo prende praticamente in giro, trasformandosi da oggetto di meraviglia a giudice sarcastico della sua stupidità.