La risata è un fenomeno complesso che coinvolge il nostro cervello in modo sorprendente. Quando ascoltiamo una barzelletta, il nostro lobo prefrontale si attiva per elaborare il linguaggio e cercare di prevedere il finale, mentre l’incongruenza tra aspettativa e realtà scatena il rilascio di dopamina, il neurotrasmettitore del piacere. La comicità nasce proprio da questo: un elemento inaspettato che rompe gli schemi mentali. Le barzellette migliori sfruttano giochi di parole, situazioni assurde o rovesciamenti di prospettiva che il nostro cervello riconosce come sorprendenti e gratificanti. Ridere inoltre abbassa i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, e rafforza il sistema immunitario. Ecco perché una buona battuta non è solo divertente, ma fa anche bene alla salute.
La barzelletta
Un uomo entra in un bar con un coccodrillo al guinzaglio. Si avvicina al bancone e chiede al barista: “Servite coccodrilli qui?”
Il barista, sorpreso, risponde: “Assolutamente no!”
E l’uomo: “Bene, allora una birra per me e un tramezzino per il mio amico.”
Perché questa barzelletta funziona
Il meccanismo comico si basa su un fraintendimento linguistico brillante. Quando l’uomo chiede “Servite coccodrilli?”, la nostra mente interpreta immediatamente la domanda come “Accettate coccodrilli come clienti?”, una situazione già di per sé assurda che genera aspettativa. La risposta negativa del barista conferma questa interpretazione.
Il colpo di scena arriva con la replica finale: l’uomo in realtà voleva sapere se al bar servono carne di coccodrillo nel menu, non se l’animale potesse entrare. L’equivoco tra “servire” come verbo riferito al servizio clienti e “servire” come portare da mangiare crea quella rottura degli schemi che il nostro cervello premia con una risata. La barzelletta gioca inoltre sull’assurdità di portare un coccodrillo al guinzaglio come se fosse un normale animale domestico, aggiungendo un ulteriore livello di comicità surreale alla situazione.