La barzelletta del bambino che suona il campanello fa ridere per il finale geniale

La risata è un meccanismo complesso che nasce dall’incontro tra aspettativa e sorpresa. Il nostro cervello ama i pattern prevedibili e quando questi vengono improvvisamente sovvertiti, si attiva una scarica di endorfine che ci fa ridere. Gli scienziati la chiamano “teoria dell’incongruenza”: ridiamo quando qualcosa rompe le nostre previsioni in modo inaspettato ma innocuo. È per questo che le barzellette più efficaci ci conducono lungo un percorso apparentemente logico, per poi stravolgere tutto con un finale imprevedibile. La comicità nasce proprio da questo gioco tra ciò che pensiamo stia per accadere e ciò che realmente succede, attivando aree cerebrali legate al piacere e alla ricompensa.

La barzelletta del bambino e il citofono

Un bambino molto basso è fermo davanti ad un portone. Ad un certo punto alza la testa e inizia a saltare per arrivare ai citofoni senza riuscirvi. Un passante, che ha osservato la scena, gli si avvicina e con gentilezza gli domanda: “Cosa desideri?” “Suonare bottone! Suonare bottone!” Il signore sta per schiacciare il primo pulsante, quando il bambino interviene: “No! No! Più su.” Il signore indica il secondo pulsante e domanda: “Questo?” “No! No! Più su, più su.” Il signore indica il terzo pulsante e chiede ancora: “Allora è questo?” “No! No! Più su, più su.” Il signore indica il quarto pulsante e chiede ancora: “Allora è qui che vuoi suonare?” “Sì! Sì! Grazie! Grazie!” esulta il piccolino. “E adesso?” chiede il signore. “Adesso scappiamo!” grida il bambino, filando via di corsa.

Perché fa ridere?

Questa barzelletta è un perfetto esempio di ribaltamento delle aspettative. Tutto ci porta a credere che il bambino abbia bisogno di aiuto per raggiungere il campanello di casa sua. La nostra mente costruisce automaticamente la scena: un bimbo troppo piccolo, un adulto gentile che aiuta, un lieto fine. Invece? Il piccolo protagonista sta semplicemente cercando un complice inconsapevole per una birichinata. La comicità esplode proprio nell’ultima battuta, quando capiamo che l’innocente richiesta d’aiuto nascondeva in realtà un classico scherzo da monello: suonare i campanelli e scappare via. Il passante, con tutta la sua pazienza e gentilezza, è stato magnificamente raggirato.

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