La barzelletta del pappagallo che smaschera il marito: riderai per ore

La risata è una delle reazioni più affascinanti del nostro cervello. Gli scienziati hanno scoperto che ridiamo quando percepiamo un’incongruenza inaspettata, cioè quando la realtà devia improvvisamente dalle nostre aspettative in modo sorprendente ma non minaccioso. Il nostro cervello ama i pattern prevedibili e quando questi vengono sovvertiti con intelligenza, ecco che scatta il meccanismo della comicità. Le barzellette più efficaci costruiscono infatti un contesto apparentemente normale per poi ribaltarlo con un colpo di scena finale che spezza le convenzioni sociali. È proprio questo elemento di sorpresa, unito al riconoscimento di una verità nascosta o imbarazzante, che attiva il nostro sistema di ricompensa cerebrale e ci fa scoppiare a ridere.

La barzelletta del pappagallo chiacchierone

Una signora voleva un animale domestico per farle un po’ di compagnia mentre i figli erano a scuola e il marito al lavoro. Dopo averci pensato un po’ decide di scartare cani e gatti perché danno troppo da fare. Meglio un bel pappagallo che sa anche parlare. Però problema: costano tutti un sacco! Ma un giorno, per caso, ne vede uno esposto in un negozio, che costa solo 50.000 lire. Fantastico! Entra e lo compra. Mentre sta per pagare, il commesso le dice: “Senta Signora, devo però dirle una cosa imbarazzante… sa, non è un caso che costi così poco… il fatto è che ‘sto pappagallo ha vissuto fino ad ora in un… bordello”. Ma è talmente bello che la signora decide di comprarlo ugualmente. Arriva a casa, lo piazza nella sua gabbia in salotto e aspetta con pazienza che dica qualcosa. Il pappagallo si guarda un po’ attorno, studia la stanza e la sua nuova padrona e alla fine dice: “Ok, nuova casa, nuova maitresse”. La signora si imbarazza un po’ ma poi ci ride sopra. In fondo non ha detto niente di così sconveniente. Tornano a casa le figlie da scuola e il pappagallo, dopo averle squadrate: “Nuova casa, nuova maitresse, nuove ragazze” Le ragazze si guardano allibite, ma poi si uniscono alle risate della madre. Alle 6 torna a casa il marito. Il pappagallo lo guarda bene, guarda ancora madre e figlie e dice: “Nuova casa, nuova maitresse, nuove ragazze, gli stessi vecchi clienti. Ueila! Ciao Gianni, come va?”

Perché questa barzelletta ci fa ridere?

Il meccanismo comico di questa storia è costruito magistralmente su tre livelli progressivi. Inizialmente il pappagallo fa commenti che, pur essendo imbarazzanti per la sua provenienza dal bordello, restano ambigui e tutto sommato innocenti. La tensione aumenta gradualmente mentre noi lettori sappiamo da dove viene l’animale e anticipiamo mentalmente possibili disastri.

La vera esplosione comica arriva con il colpo di scena finale: il pappagallo riconosce il marito come un cliente abituale del suo precedente “luogo di lavoro”. Qui scatta l’incongruenza perfetta tra l’immagine rispettabile del capofamiglia e la rivelazione della sua doppia vita. Il dettaglio del nome “Gianni” e del saluto familiare rendono tutto ancora più credibile e devastante, trasformando quella che sembrava una barzelletta innocua in un micidiale smascheramento familiare davanti a moglie e figlie.

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