La risata è un meccanismo evolutivo complesso che coinvolge diverse aree del nostro cervello. Gli scienziati hanno scoperto che ridiamo principalmente quando ci troviamo di fronte a situazioni inaspettate, incongruenze cognitive o capovolgimenti improvvisi delle aspettative. Il nostro cervello ama i pattern prevedibili: quando questi vengono sovvertiti in modo innocuo e sorprendente, si attiva il sistema limbico che libera endorfine, generando quella sensazione piacevole che chiamiamo ilarità. La comicità nasce proprio dall’elemento sorpresa, dall’assurdo che irrompe nel quotidiano, dal ribaltamento dei ruoli sociali. Più la conclusione è imprevedibile, più potente sarà la nostra reazione.
La barzelletta del Papa autista
Dopo aver caricato tutti i bagagli del Papa nella limousine, l’autista nota che Sua Santità sta ancora aspettando sul marciapiede. “Mi scusi, Vostra Santità,” dice l’autista, “Vorrebbe per favore sedersi in modo che possiamo andare?” “Beh, per dirti la verità” risponde il Papa, “non mi fanno mai guidare in Vaticano e oggi ne ho davvero voglia.” “Mi dispiace, ma non posso permetterglielo, perderei il lavoro se succedesse qualcosa!” protesta l’autista, desiderando di non essere andato al lavoro quella mattina. “Ci sarebbero degli extra non indifferenti per te”, dice il Papa. Riluttante, l’autista sale dietro mentre il Papa si mette al volante. L’autista si pente della sua decisione appena usciti dall’aeroporto, vedendo il Pontefice spingere l’acceleratore portando la limousine a 170 km/h. “La prego, rallenti, Vostra Santità!” Si dispera l’autista. Ma il Papa continua a tavoletta fino a quando si sentono delle sirene. “Oh mio Dio, mi ritireranno la patente!”, piagnucola l’autista. Il Papa accosta la limousine e tira giù il finestrino. Il poliziotto si avvicina, dà un’occhiata, torna alla moto e prende la radio. “Devo parlare col capo…” Il capo risponde alla radio e il poliziotto gli dice di aver fermato una limousine che andava a 170. “Beh, sbattilo dentro!” Dice il capo. “Non credo che vogliamo davvero farlo, è un tipo molto importante…” Dice il poliziotto. “Una ragione di più!” Esclama il capo. “No, intendo DAVVERO importante…” Risponde il poliziotto. Il capo allora chiede: “Beh, chi hai là, il Sindaco?” “Più in alto!” “Il Governatore?” “Di più!” “Va bene…” Dice il capo “Allora chi è?” “Credo sia Dio!” “Ma che dici! Che cosa ti fa credere che sia Dio?” “Ha il Papa per autista!”
Perché fa ridere?
Il genio di questa barzelletta sta nel doppio ribaltamento delle aspettative. Prima ci presenta un Papa inaspettatamente trasgressivo, amante della velocità e disposto a corrompere l’autista. Questa inversione del ruolo di autorità spirituale genera già un primo sorriso. Il vero colpo comico arriva però nella battuta finale: il poliziotto, vedendo il Papa relegato al ruolo di semplice conducente, deduce che al volante ci sia qualcuno ancora più importante. La logica paradossale del ragionamento (“se il Papa fa da autista, chi guida deve essere Dio”) crea quella perfetta incongruenza che il nostro cervello trova irresistibile. La gerarchia viene spinta fino all’assurdo, trasformando una situazione già comica in qualcosa di esilarante proprio quando pensiamo di aver capito dove andrà a parare la storia.