La barzelletta di Totti sui rettili al Cepu che ti farà scoppiare a ridere

Vi siete mai chiesti perché ridiamo? La scienza ci spiega che la risata è una risposta neurologica complessa che coinvolge diverse aree del cervello. Secondo gli studi più recenti, ciò che ci fa sganasciare è principalmente l’incongruenza: quando le nostre aspettative vengono tradite in modo inaspettato e innocuo, il cervello elabora questa sorpresa attraverso il riso. È per questo che le barzellette funzionano così bene quando giocano con equivoci linguistici, malintesi o interpretazioni letterali di espressioni comuni. Il meccanismo è semplice: ci aspettiamo una risposta logica, ne arriva una assurda ma credibile nel contesto, e il nostro cervello celebra questa sorpresa con una bella risata liberatoria.

Le Migliori Barzellette su Totti al Cepu

Un esame di italiano al Cepu. Il professore domanda a Totti: “Mi saprebbe recitare la poesia 8 marzo?”. E lui: “Beh… 8 m’alzo, 8 e un quarto faccio colazione, 8 e mezzo sto ad allenarmi a Trigoria!”

Totti e Del Piero si incontrano nei corridoi del Cepu durante l’intervallo. Totti: “Ciao Alex, come stai? Ti vedo triste stamattina”. Del Piero: “Eh sì, mi hanno interrogato in storia e ho preso un brutto voto!”. Totti: “Perché? Cosa hai sbagliato?”. Del Piero: “Una domanda facile, quasi banale, ma sai quando sei davanti al prof…”. Totti: “E che ti ha chiesto?”. Del Piero: “Mi ha chiesto: ‘Come si chiamava Volta?’ e io non ho saputo rispondere!”. Totti: “Ma dai, questa era proprio facile, la sapevo pure io che non studio mai!”. Del Piero: “Ma davvero tu sai come si chiamava il signor Volta?”. Totti: “Certo che lo so: Giontra!”

Totti all’esame d’inglese del Cepu. Il professore: “Mi traduca questa frase: ‘Che Dio t’assista’”. Totti senza pensarci risponde: “What God taxi driver!”

Esame di geografia. Il professore: “Signor Totti, mi parli dell’Arabia…”. E Totti: “L’Arabba è quella cosa che me viene quando non riesco a fa’ gol…”

Totti si iscrive al Cepu e alla prima lezione il tutor gli dice: “Oggi facciamo una lezione facile facile, dimmi cinque nomi di animali che iniziano con la E… Per esempio… ermellino…”. E Totti: “Ermellino… er gatto… er topo… er cavallo… er cane…”

Totti all’esame di scienze. Il professore: “Totti, dimmi il nome di un rettile…”. E Totti: “La vipera!”. Il professore: “Bravo, facciamo progressi… Ora dimmi il nome di un altro rettile…”. E Totti: “N’antra vipera!”

Perché Queste Barzellette Funzionano

Il genio comico di queste storielle risiede nel gioco linguistico e nell’interpretazione letterale delle richieste. Nella prima, Totti scambia “8 marzo” (la poesia) con l’orario mattutino. Nel dialogo con Del Piero, il fraintendimento è doppio: Alessandro Volta diventa “Giontra Volta”, trasformando lo scienziato in un improbabile personaggio con nome e cognome romani.

La traduzione inglese è un capolavoro di fonetica sbagliata: “Che Dio t’assista” viene spacchettato in suoni simili ma completamente privi di senso. L’Arabia diventa “l’arrabbia” in dialetto romanesco, mentre l’articolo “er” (il) viene scambiato per la lettera E iniziale degli animali.

L’ultima barzelletta gioca sulla concretezza estrema: anziché cercare diversi tipi di rettili, Totti replica semplicemente “un’altra vipera”, dimostrando una logica inattaccabile seppur esilarante. Tutte queste battute sfruttano stereotipi bonari e affettuosi sul campione romanista, creando situazioni in cui l’ingenuità linguistica diventa fonte di comicità pura.

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