La risata è uno dei fenomeni più affascinanti del comportamento umano. Dal punto di vista scientifico, ridiamo quando il nostro cervello percepisce un’incongruenza tra ciò che ci aspettiamo e ciò che realmente accade. È la teoria dell’incongruenza, secondo cui l’umorismo nasce dalla violazione delle nostre previsioni. Quando una situazione prende una piega inaspettata, il nostro sistema nervoso risponde con una scarica di endorfine che genera il riso. Le barzellette più efficaci sono proprio quelle che costruiscono aspettative precise per poi ribaltarle completamente nel finale. Il colpo di scena finale attiva contemporaneamente diverse aree cerebrali, creando quel cortocircuito cognitivo che deflagra in una risata liberatoria.
La barzelletta di Gennaro e Donna Maria
Nel quartiere di Napoli dove vive, Donna Maria è molto apprezzata per la sua bellezza; moglie di un medico, è colta ed elegantissima. Gennaro il custode la desidera pazzamente ed una mattina, mentre la Signora gli passa davanti, si lascia scappare, sia pur sottovoce: “Madonna che bella femmina! Non so cosa darei per farmela!” La Signora se ne accorge, torna sui suoi passi e dice: “Cosa avete detto?” “Niente Signò, perché?” “Su Gennaro, non fate il furbo! Vi ho sentito benissimo; abbiate il coraggio di ripetermelo in faccia!” “Ma veramente… ecco non volevo essere scortese ma… voi… siete così bella che io… io sto uscendo pazzo, Signò!” “Ah sì? Ma bene! Allora sapete che cosa dovete fare?” “Sì, Signò: Mo mi faccio una doccia fredda e scusate tanto…” “Ma no Gennaro non fate così… vi piaccio proprio tanto?” “Da impazzire… non so cosa pagherei… oh mi scusi, ma vede, non ragiono…” “Gennaro, volete togliervi lo sfizio?” “Signò, che dite?” “Dico che se volete togliervi il capriccio, venite domani mattina alle undici con in mano tremila euro ed io soddisferò ogni vostro desiderio…” “Tremila euro?… Ma Signò, dove li trovo tremila euro?… Non ho tutti quei soldi…” “Mi dispiace Gennaro… comunque, la proposta è sempre valida: Venite con tremila euro e non vi pentirete!” “Si, certamente… Grazie Signò, grazie tanto lo stesso!” Ma l’indomani mattina Gennaro si presenta puntuale con tremila euro, tra la sorpresa della stessa Signora: “Gennaro, ma allora siete proprio pazzo di me se siete arrivato a svenarvi…!” E così, la Signora si concede a Gennaro facendogli provare emozioni indescrivibili. Dopo un paio d’ore rientra il marito. “Ciao, Marì. Come stai?” “Bene, grazie e tu?” “Io bene… senti… è venuto Gennaro?” “Co… cosa? non ho capito.” “Avanti, su!… ti ho detto: è venuto Gennaro verso le 11?” “Sì, sì è venuto…” “E ti ha portato tremila euro?” “Sì ma guarda che…” “Basta così, volevo solo avere la conferma!” “Ma caro, ti posso spiegare…” “Non c’è nulla da spiegare… Gennaro è un vero uomo!… Un uomo di parola!” La moglie rimane allibita… “Ma caro, non capisco!?” “Sai, ieri pomeriggio mi incontra e mi fa: Dottore, prestatemi tremila euro che domani alle 11, quant’è vero Iddio, ve li riporto!!!”
Perché questa barzelletta fa ridere
Il genio di questa storia sta nel ribaltamento finale delle prospettive. Durante tutta la narrazione siamo portati a credere che Donna Maria stia tradendo il marito con il custode, approfittando della situazione per guadagnare tremila euro. La tensione cresce, immaginiamo lo scandalo imminente quando il dottore scoprirà tutto. Invece, il colpo di scena finale rivela che Gennaro ha semplicemente restituito un prestito, mantenendo la parola data al medico. L’ironia esplosiva nasce dal fatto che Donna Maria ha effettivamente tradito il marito, ma lui è ignaro e felice dell’onestà del custode. La barzelletta gioca magistralmente su tre livelli di consapevolezza: quello di Gennaro (che ha raggiunto il suo obiettivo), quello della moglie (terrorizzata di essere scoperta) e quello del marito (beatamente inconsapevole).