La risata è un meccanismo complesso che coinvolge diverse aree del nostro cervello. Secondo gli studi neuroscientifici, ridiamo quando percepiamo un’incongruenza inaspettata che viene rapidamente risolta dalla nostra mente. Il cervello elabora una situazione aspettandosi un certo epilogo e, quando questo viene improvvisamente sovvertito in modo non minaccioso, scatta l’ilarità. È la cosiddetta teoria dell’incongruenza, che spiega perché battute, situazioni paradossali e colpi di scena ci strappano una risata. L’umorismo attiva il sistema di ricompensa cerebrale, rilasciando endorfine e dopamina, regalandoci quella sensazione di benessere che tutti conosciamo. Ecco perché una barzelletta ben costruita è un piccolo capolavoro di psicologia applicata.
La barzelletta dell’indovina distratta
Un signore bussa alla porta di una famosa indovina; l’indovina chiede: “Chi è?” E il signore: “Cominciamo bene!”
Perché questa barzelletta ci fa sorridere?
L’ironia di questa storiella risiede in un paradosso esilarante: un’indovina, che per definizione dovrebbe prevedere il futuro e conoscere l’ignoto, non sa nemmeno chi sta bussando alla sua porta in quel preciso momento. La contraddizione è immediata e lampante.
Il cliente, con la sua risposta sarcastica “Cominciamo bene!”, evidenzia l’assurdità della situazione. Se l’indovina avesse davvero poteri soprannaturali, non avrebbe bisogno di chiedere chi si trova dietro la porta. Il cortocircuito logico tra le presunte capacità professionali della veggente e la sua evidente ignoranza sulla situazione contingente crea quel momento di sorpresa che accende la scintilla comica.
Questa barzelletta funziona perfettamente perché demolisce con semplicità e intelligenza le pretese di chi sostiene di possedere facoltà paranormali, utilizzando la logica più elementare del quotidiano.