Addetto alla sicurezza costretto a mangiare per terra davanti ai clienti: il motivo è agghiacciante

In Irlanda, precisamente a Dublino, è emerso uno scandalo che ha dell’incredibile nel settore della sicurezza privata. Un lavoratore impiegato per sorvegliare un prestigioso negozio di abbigliamento situato nella celebre Grafton Street, arteria commerciale del centro cittadino irlandese, percepiva una retribuzione oraria di appena 4 euro all’ora. La vicenda è stata portata all’attenzione della Commissione per le Relazioni sul Lavoro (WRC), dove sono emersi dettagli inquietanti su quello che viene definito un vero e proprio sistema di sfruttamento organizzato.

Come una guardia giurata veniva sfruttata nella capitale irlandese

La società BGS Security Ltd, ora in liquidazione, è finita sotto accusa per aver perpetrato quello che viene definito un furto sistematico e deliberato di salari ai danni dei propri dipendenti. Michael Ehigiato, la guardia di sicurezza protagonista di questa storia, ha presentato numerose denunce nei confronti dell’azienda irlandese, includendo mancato pagamento degli stipendi, orari di lavoro eccessivi e discriminazione razziale.

Durante la sua permanenza presso BGS Security, durata circa tre mesi, Ehigiato veniva regolarmente assegnato a turni che raggiungevano in media 54 ore settimanali. La situazione raggiunse l’apice quando, in una particolare settimana, l’uomo si trovò a lavorare ininterrottamente per 71 ore. Nonostante l’enorme carico di lavoro sostenuto negli Stati Uniti, il dipendente ricevette soltanto 2.000 euro in contanti dall’impresa.

La denuncia al tribunale del lavoro irlandese

Nicola Coleman, rappresentante sindacale del Siptu Workers’ Rights Centre che assiste Ehigiato, ha illustrato davanti alla Commissione come il compenso corrisposto equivalesse a soli 4 euro l’ora per le centinaia di ore trascorse in servizio. Si tratta di una cifra che rappresenta meno di un terzo del salario minimo legale previsto in Irlanda per un addetto alla sicurezza.

L’uomo veniva destinato a diversi punti vendita nella capitale irlandese, tra cui supermercati Spar, Mace e Centra distribuiti in varie zone della città, oltre al rinomato negozio North Face, marchio di abbigliamento tecnico di fascia alta posizionato proprio su Grafton Street, una delle vie dello shopping più esclusive e frequentate di Dublino.

Messaggi disperati per ottenere lo stipendio

La rappresentante sindacale ha presentato al tribunale irlandese numerosi messaggi di testo inviati da Ehigiato al proprio supervisore, nei quali chiedeva con insistenza il pagamento degli arretrati salariali. Secondo quanto dichiarato dal lavoratore, l’azienda gli doveva circa 2.800 euro.

“Raramente mi lamento, ma oggi è diverso, ho lavorato moltissime ore… non ho nemmeno un centesimo. Sono completamente al verde e pieno di debiti”, scriveva Ehigiato in uno dei messaggi. In un altro messaggio, il tono si faceva ancora più disperato: “Hai promesso di inviarmi i miei soldi. Per favore, ho davvero bisogno di sapere quando; sono sommerso dai debiti”.

Un terzo messaggio rivelava la drammaticità della situazione economica del dipendente in Irlanda: “Non ti mentirò. Attualmente mi restano solo 5 euro sul conto bancario”. Coleman ha sottolineato come si trattasse di un uomo che lavorava 70 ore settimanali e riceveva ripetutamente false rassicurazioni che lo inducevano a continuare a prestare servizio.

Le promesse non mantenute dell’azienda irlandese

Il 18 marzo 2025, Ehigiato ricevette un messaggio dall’azienda irlandese in cui gli veniva assicurato che la questione sarebbe stata “risolta entro la prossima settimana”. Il testo proseguiva affermando: “Ci sono molti ex dipendenti che diffondono voci false sull’azienda”.

All’epoca di quel messaggio, 14 ex dipendenti di BGSS avevano già presentato reclami per mancato pagamento dei salari alla Commissione per le Relazioni sul Lavoro in Irlanda e avevano vinto le loro cause.

“Abbiamo solo bisogno che i nostri dipendenti abbiano fiducia in quello che stiamo facendo così da poter andare avanti”, recitava il messaggio. “Se potessi per favore continuare a lavorare e avere un po’ di fiducia e lealtà… le cose miglioreranno”, aggiungeva il testo inviato dalla società.

Episodi di umiliazione sul posto di lavoro

Ehigiato ha raccontato al tribunale irlandese un episodio particolarmente degradante verificatosi mentre prestava servizio in un negozio a Tallaght, quartiere della periferia dublinese. Quando tentò di prendersi una pausa per mangiare, il suo supervisore arrivò sul posto e gli comunicò che non poteva utilizzare la mensa riservata al personale.

Il responsabile gli ordinò di consumare il pasto presso la postazione del circuito di videosorveglianza, sul pavimento del negozio, e si rifiutò persino di permettergli di portare con sé una sedia. L’uomo ha descritto l’esperienza come “umiliante”, costretto a mangiare in quelle condizioni davanti a clienti e colleghi.

Il crollo dell’azienda e la fuga del proprietario

La società BGS Security Ltd ha continuato a detenere una licenza della Private Security Authority irlandese per operare con guardie di sicurezza fisse fino a luglio 2025, quando l’autorizzazione venne revocata dall’ente regolatore.

Nel novembre scorso, l’Alta Corte irlandese ha nominato un liquidatore, Tom Musiol della Musiol Advisory, per procedere alla liquidazione di BGSS. Un rappresentante del liquidatore, Steven Gyurko, ha riferito alla Commissione di non essere riuscito a mettersi in contatto con “alcun funzionario o ex funzionario dell’azienda”.

Il direttore della società, Hugh Downes, aveva venduto la propria abitazione a Dublino nell’agosto 2025. “Stiamo raccogliendo voci secondo cui si troverebbe effettivamente all’estero. Non ha avuto alcun contatto con noi a nessun livello”, ha dichiarato Gyurko.

Un sistema che ha colpito decine di lavoratori migranti

Ehigiato rappresenta uno dei nove ex dipendenti di BGSS assistiti dal sindacato Siptu nell’ultima serie di denunce presentate alla WRC in Irlanda, ed è il terzo il cui caso è stato ascoltato dal tribunale.

Coleman ha rivelato che questi nove lavoratori fanno parte di un gruppo di 20 persone che si sono recate presso gli uffici del Siptu l’anno scorso. Gli altri 11 individui, ha spiegato, erano talmente spaventati da preferire di non procedere con le denunce.

Secondo la rappresentante sindacale, BGSS era “un’operazione basata sul lavoro gratuito” che prendeva sistematicamente di mira lavoratori migranti vulnerabili. Coleman ha sostenuto che il trattamento riservato ai dipendenti costituisse discriminazione razziale.

Accuse di sfruttamento sistematico in Irlanda

“Questo sfruttamento salariale sistematico e deliberato non avrebbe potuto, non sarebbe e non è accaduto a una persona irlandese”, ha affermato Coleman, caratterizzando la situazione come “furto collettivo di salari”.

Ha inoltre sottolineato come il numero di casi intentati contro BGSS su basi simili dimostri “la gravità e la natura deliberata della condotta dell’azienda”. La società aveva ridotto i costi del lavoro “quasi a zero”, ottenendo un “vantaggio competitivo illegale” rispetto ad altri datori di lavoro irlandesi che rispettano le normative sul lavoro nel settore della sicurezza.

Secondo Coleman, questo comportamento ha minato le condizioni per “ogni lavoratore del settore” e ha “distorto la concorrenza leale” nel mercato irlandese della sicurezza privata. La vicenda solleva interrogativi inquietanti sulla capacità delle autorità irlandesi di vigilare e proteggere i diritti dei lavoratori più vulnerabili, spesso provenienti da contesti migratori e quindi più esposti a forme di sfruttamento sistematico.

Il caso di Michael Ehigiato e dei suoi colleghi rappresenta purtroppo solo la punta dell’iceberg di un fenomeno che, secondo i sindacati irlandesi, colpisce numerosi settori economici dove operano lavoratori stranieri con scarsa conoscenza dei propri diritti e timore di eventuali ritorsioni.

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