Un 92enne firma per una Citroën da 650 euro al mese, finisce in sedia a rotelle ma deve pagare fino al 2027: come uscirne

Nel sud della Francia, una famiglia si trova ad affrontare una situazione drammatica che solleva interrogativi sulla vendita di contratti finanziari a persone molto anziane. La vicenda riguarda Max, un uomo che oggi ha raggiunto i 94 anni e che si trova costretto a pagare rate mensili salate per un’automobile che non può più utilizzare a causa delle sue condizioni di salute deteriorate.

Due anni fa, quando Max aveva 92 anni, ha deciso di acquistare una Citroën C4 con cambio automatico da 130 cavalli attraverso una formula di leasing, nota anche come locazione con opzione d’acquisto. Il veicolo, dal valore superiore ai 34.000 euro, sembrava una scelta ragionevole per mantenere la sua autonomia negli spostamenti quotidiani.

Come la salute ha cambiato tutto per il novantatreenne

Purtroppo, negli ultimi mesi, le condizioni fisiche di Max sono peggiorate drasticamente. L’anziano signore è stato trasferito in una struttura residenziale per anziani e ora si muove esclusivamente su sedia a rotelle. La guida dell’automobile è diventata impossibile, rendendo il veicolo completamente inutile per lui e per la sua famiglia.

Il problema più grave emerge quando Philippe, nipote di Max, scopre casualmente i dettagli dell’accordo sottoscritto dal nonno. “Pensavamo avesse comprato l’auto pagandola in un’unica soluzione”, spiega Philippe, “ma abbiamo scoperto questo contratto che riguardava un veicolo di 130 cavalli, per un valore che superava i 34.000 euro. Inoltre, aveva sottoscritto numerose polizze assicurative che non servono a nulla. Le rate mensili erano estremamente elevate“.

Cosa prevede il contratto di leasing che pesa sul bilancio familiare

La rata mensile ammonta a circa 650 euro al mese, una cifra che rappresenta un peso economico considerevole per la famiglia. Il contratto prevede pagamenti fino al 2027, vincolando Max e i suoi familiari per ancora diversi mesi nonostante l’impossibilità materiale di utilizzare il veicolo.

Philippe e la sua famiglia hanno tentato di risolvere la situazione rivolgendosi alla concessionaria che ha venduto l’automobile, ma si sono scontrati con un rifiuto categorico. Il concessionario sostiene di non poter interrompere unilateralmente il contratto, nonostante le circostanze eccezionali che hanno reso impossibile l’utilizzo del bene.

Perché mancavano le protezioni assicurative fondamentali

Il punto centrale della controversia riguarda l’assenza di specifiche coperture assicurative che avrebbero potuto proteggere Max in una situazione come questa. La famiglia denuncia che non era stata prevista alcuna polizza per decesso o invalidità, garanzie che avrebbero potuto liberare l’anziano dall’obbligo di continuare a pagare le rate in caso di perdita totale e irreversibile di autonomia.

I familiari accusano inoltre la concessionaria di non averli informati della sottoscrizione del contratto e sollevano dubbi sull’opportunità di vendere “un’automobile così potente a una persona di oltre 92 anni”. Secondo loro, si tratterebbe di un caso di abuso di debolezza nei confronti di una persona vulnerabile per età.

La difesa del venditore si basa sul principio della non discriminazione: sostenere che avrebbe dovuto impedire all’anziano di firmare tale accordo significherebbe, secondo il concessionario, discriminare una persona in base all’età. Una posizione che evidenzia la complessità giuridica ed etica di situazioni che coinvolgono consumatori molto anziani.

Come funzionano le assicurazioni nei contratti di leasing automobilistico

Questa vicenda mette in luce un aspetto spesso trascurato dai consumatori quando sottoscrivono formule di finanziamento a lungo termine per l’acquisto di veicoli. Un contratto di leasing automobilistico non si interrompe automaticamente in caso di decesso o invalidità del locatario, ma continua fino alla sua naturale scadenza, a meno che non siano state previste clausole specifiche.

Gli eredi o i familiari si trovano quindi nella condizione di dover continuare a pagare le rate e rispettare tutte le condizioni contrattuali, inclusa la manutenzione del veicolo, il pagamento dell’assicurazione obbligatoria e il rispetto del chilometraggio concordato. Una situazione che può diventare insostenibile quando il veicolo non può più essere utilizzato.

Esistono diverse tipologie di coperture assicurative aggiuntive che possono essere sottoscritte insieme al contratto di leasing. L’assicurazione decesso è progettata proprio per rimborsare le rate residue in caso di morte del contraente, liberando così la famiglia da questo onere economico. In questi casi, l’importo dei canoni ancora dovuti viene pagato direttamente dalla compagnia assicurativa e il locatore può richiedere la restituzione del veicolo.

Quali sono le alternative disponibili per la famiglia

La famiglia di Max si trova ora davanti a diverse opzioni, nessuna delle quali particolarmente vantaggiosa. La concessionaria ha proposto di riacquistare il veicolo, ma questa soluzione richiederebbe un esborso superiore ai 20.000 euro, una somma considerevole che graverebbe ulteriormente sul bilancio familiare già provato dalle spese per l’assistenza dell’anziano.

Un’altra possibilità consiste nel trasferire il contratto a un terzo soggetto, che potrebbe essere un altro privato o un professionista del settore. Questa strada presenta però difficoltà pratiche significative, poiché trovare qualcuno disposto ad accollarsi un contratto già in corso non è semplice.

Philippe e i suoi familiari stanno valutando seriamente di intraprendere un’azione legale contro la concessionaria, sostenendo che vi sia stata negligenza nella valutazione della capacità del cliente di comprendere pienamente le implicazioni del contratto e nella mancata proposta di adeguate coperture assicurative. Il concessionario, dal canto suo, si è limitato a dichiarare che “sono allo studio delle soluzioni”, senza fornire indicazioni concrete sui tempi o sulle modalità di risoluzione della controversia.

Cosa devono sapere i consumatori sul leasing automobilistico

Negli ultimi anni, in Francia come in Italia, l’acquisto di automobili attraverso formule di leasing è cresciuto in modo esponenziale. Questa modalità di finanziamento offre vantaggi in termini di flessibilità e di gestione del capitale, ma comporta anche rischi che non sempre vengono adeguatamente spiegati ai consumatori al momento della sottoscrizione.

Oltre all’assicurazione decesso, esistono polizze che coprono la perdita totale e irreversibile di autonomia (PTIA) e l’incapacità lavorativa (IT). Queste garanzie sono particolarmente rilevanti quando il contraente è una persona anziana o con condizioni di salute fragili. C’è poi l’assicurazione per perdita finanziaria, che copre la differenza tra il valore residuo del veicolo e l’eventuale indennizzo assicurativo in caso di furto, distruzione o danni molto gravi.

La storia di Max rappresenta un caso emblematico che dovrebbe servire da monito per tutti coloro che valutano l’acquisto di un veicolo tramite leasing, specialmente se si tratta di persone in età avanzata. Prima di firmare qualsiasi contratto, è fondamentale verificare attentamente quali coperture assicurative vengono proposte e valutare se aggiungere protezioni extra che possano tutelare il contraente e i suoi familiari da eventi imprevisti ma non improbabili.

La questione solleva anche interrogativi più ampi sulla responsabilità dei venditori nel proporre prodotti finanziari complessi a clienti vulnerabili e sulla necessità di maggiori tutele normative per proteggere le fasce più deboli della popolazione da contratti potenzialmente dannosi.

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