Il gesto che le nonne facevano ogni mese sul matterello e che quasi nessuno fa più

Il matterello è uno di quegli strumenti da cucina che, se trattato bene, dura una vita intera. Chi ha avuto la fortuna di ereditare quello della nonna sa esattamente di cosa si parla: un pezzo di legno levigato dagli anni, mai deformato, mai crepato, con quella patina liscia che solo il tempo e la cura sanno dare. Il segreto non è nel legno in sé, ma in come lo si tratta ogni giorno.

Perché il matterello si rovina (e cosa c’è dietro)

Il nemico numero uno del matterello in legno è l’umidità mal gestita. Quando il legno assorbe acqua in modo irregolare — per esempio perché viene lasciato a mollo o lavato sotto l’acqua corrente per troppo tempo — le fibre si gonfiano in modo disomogeneo. Questo provoca crepe, deformazioni e, nei casi peggiori, una curvatura permanente che rende lo strumento praticamente inutilizzabile. A peggiorare le cose ci si mette spesso il calore: appoggiare il matterello vicino ai fornelli o lasciarlo esposto al sole accelera il processo di deterioramento.

Come lavarlo senza rovinarlo

La regola d’oro è semplice: niente acqua in abbondanza, mai. Il matterello va pulito con un panno appena inumidito, strofinando bene per rimuovere residui di farina o impasto. Se c’è qualcosa di attaccato, basta usare un raschietto in plastica o, come facevano le nonne, il dorso di un coltello passato delicatamente. Niente sapone aggressivo, niente lavastoviglie. Asciugarlo subito dopo, in modo uniforme, è altrettanto importante quanto lavarlo bene.

Il trucco del legno nutrito: olio e nient’altro

Uno dei gesti più efficaci e meno conosciuti è quello di ungere periodicamente il matterello con olio di lino alimentare o, in alternativa, con olio di oliva extravergine. Bastano poche gocce strofinate con un panno morbido, lasciando che il legno assorba il tutto per qualche ora prima di riporlo. Questo semplice passaggio crea una barriera naturale contro l’umidità, mantiene le fibre elastiche e previene le crepe. La frequenza? Una volta al mese se lo si usa spesso, ogni due-tre mesi per un utilizzo saltuario.

Come conservarlo nel modo giusto

Dove si ripone il matterello conta quanto il modo in cui lo si usa. Mai in un cassetto stretto dove può urtare altri utensili o subire pressioni laterali. La posizione ideale è orizzontale, su un ripiano asciutto, lontano da fonti di calore e dalla parete del forno. Alcune cucine tradizionali lo appendevano verticalmente con un gancio: soluzione ottima, purché non rimanga esposto agli sbalzi termici tipici della cucina.

Qualche attenzione in più per i matterelli con manici

I matterelli con le manopole rotanti meritano una cura extra: i perni di collegamento tra manico e corpo vanno tenuti puliti e occasionalmente lubrificati con una minima quantità di olio alimentare, per evitare che si blocchino o che l’attrito rovini il legno circostante. È un dettaglio piccolo, ma fa la differenza nel lungo periodo.

Trattare bene il matterello non è nostalgia, è buon senso. Uno strumento curato risponde meglio, scorre in modo più uniforme sull’impasto e — cosa non da poco — racconta ancora qualcosa di quella cucina lenta e consapevole che oggi, in qualche modo, stiamo tutti cercando di ritrovare.

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